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La mia storia

Ciao, sono Sara

La tua Psicologa & Psicoterapeuta per le relazioni d'amore

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Romana di adozione,
originaria di Sant'Arpino, Caserta.

 

  • Psicologa e Psicoterapeuta

  • Background in Neuroscienze Cognitive e Sociali

  • Specializzata in prevenzione relazionale

  • Percorsi prematrimoniali e di coppia
     

Perché aspettare che qualcosa si rompa,
quando puoi costruirlo solido fin dall'inizio?

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La mia storia

3 anni - Un'ombra che diventa bussola

La mia storia inizia prima che potessi capirla.

A tre anni mi è stata diagnosticata una leucemia — una forma trattabile, per fortuna, superata con la chemioterapia.

La mia famiglia è stata messa duramente alla prova, ma nel giro di qualche anno il peggio era passato.

 

Ero una bambina vivace, energica.

Eppure dentro portavo qualcosa di difficile da nominare.
Una paura incarnata, silenziosa: chissà come andrà, chissà se ce la farò.
Una domanda che mi accompagnava anche quando ero già guarita del tutto.

Che ha condizionato la mia esperienza emotiva & relazionale.

Che mi ha portato a diventare Psicologa.

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Forse è da lì che viene tutto il resto.

La curiosità per la mente umana.

Il bisogno di capire cosa succede dentro le persone quando la vita le mette alla prova.

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I fallimenti che non erano fallimenti

All'università ho fatto il percorso più tortuoso che potessi immaginare. Volevo studiare psicologia o cinese, due mondi lontanissimi che avevano in comune una cosa sola: mi accendevano.
 

Ma mi sono convinta che forse era meglio scegliere qualcosa di "sicuro". Ingegneria Biomedica: studiare il cervello (o così pensavo: poi ho scoperto che a Ingegneria Biomedica si studia pochissimo solo all'esame di Fisiologia) e avere un titolo spendibile. Non ha funzionato. Analisi matematica, fisica, algebra: il primo semestre è stato un muro. Ho mollato. E con quel gesto è arrivata tutta la voce dell'ansia: sei una fallita.


Sono passata a Ingegneria Informatica, l'Università era vicino casa,  pensavo che questo mi avrebbe aiutata. Mi piaceva, ma passavo il tempo a leggere articoli di psicologia e neuroscienze. Il segnale era chiaro.. io ancora non lo coglievo.

Mi interessava capire meglio le persone, il loro comportamento e soprattutto.
Avevo bisogno di capire meglio come funzionavano le relazioni d'amore. Io non lo sapevo, e quelle che avevo vissuto non mi avevano per niente convinta. 
 

Poi sono arrivati i percorsi di fede con i Frati di Assisi. Ed è lì che ho smesso di sbattere la testa contro un percorso che non era mio.

Finalmente ho avuto coraggio.
Coraggio di dire: sono passati due anni e ora.. cambio. 
Cominciamo daccapo.

Triennale in
Psicologia. Poi Magistrale in Neuroscienze Cognitive e Sociali in lingua inglese accanto a studenti internazionali.
Percorso che mi ha consentito di studiare cosa accade nel cervello quando siamo con gli altri,
quando c'è una relazione di mezzo.

Poi la domanda più difficile: la scuola di psicoterapia o il dottorato?

Il Cammino di Santiago

Ho provato il dottorato a pochi giorni dalla laurea. Non sono entrata. Avevo bisogno di spazio per pensare davvero.
 

Ho fatto il Cammino di Santiago: novecentochilometri (900 KM) in cui la domanda che mi portavo era semplice e impossibile:

nella mia vita, cosa voglio fare?

 

Voglio aiutare le persone nelle loro relazioni stando accanto a loro, o voglio studiare il loro cervello?

Insomma che impatto voglio avere nel mondo con la mia vita?


 

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La risposta è arrivata in una conversazione con una pellegrina che mi ha raccontato la sua esperienza in psicoterapia. Ho ascoltato e ho capito, con una chiarezza che non avevo mai avuto prima

.. dovevo diventare Psicoterapeuta.

Dopo il Cammino
la formazione

Tornata dal Cammino con una certezza nuova, ho fatto i conti con una realtà concreta: con la laurea in psicologia, da sola, non si lavora.

Non subito.

Così mi sono iscritta a un Master in Intelligenza Artificiale, non per tornare indietro, ma per guadagnarmi il tempo di costruire quello che volevo davvero. Il mio obiettivo era
trovare lavoro in un campo, quello dell'informatica, che un po' avevo visto durante i miei anni a Ingegneria. 

La formazione in Intelligenza Artificiale ha funzionato: sono stata assunta come consulente informatica. Ho lavorato con realtà come Fendi, Accenture, Philipp Morris International.

Un lavoro full time, clienti internazionali, uno stipendio solido.

Per un momento sembrava una strada percorribile.

 

E nel frattempo..

Mi sono iscritta al Master in Counseling Psicologico.

E con quello ho cominciato a lavorare anche come psicologa in italiano e in inglese, con clienti italiani e internazionali.

Era il primo passo concreto verso quello che volevo diventare.

Per un periodo ho tenuto tutto insieme: il lavoro da consulente a tempo pieno, la pratica psicologica che cresceva e la Scuola di Psicoterapia. 

Finché un giorno ho capito che non avevo attraversato tutto quello che avevo attraversato per restare a metà strada.

Ho lasciato la consulenza.

Ho completato la Scuola di Psicoterapia ASPIC, una delle scuole di psicoterapia integrata più riconosciute in Italia.

Master dopo master, supervisioni, tirocini, anni di formazione esigente.

Fino al diploma.

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La domanda che ha cambiato tutto

"Perché bisogna sempre

aspettare il punto
di non ritorno?"

 

Anni di lavoro mi hanno insegnato una cosa che nessuno vuole sentirsi dire: la maggior parte delle coppie o delle persone arriva a chiedere aiuto quando il danno è già fatto.

Quando il risentimento si è accumulato per anni, quando i litigi hanno raggiunto un livello che fa paura, quando la distanza sembra incolmabile.

 

E poi è successa una cosa che non dimentico.

Una paziente che stavo seguendo è arrivata davvero vicino al punto di non ritorno.

E allora qualcosa dentro di me si è fatto molto rumoroso.

 

Quella domanda che covava da tempo è diventata impossibile da ignorare.

Ed è diventata la mia missione.


 

"Perché bisogna sempre

aspettare il punto
di non ritorno?"


Meglio non aspettare, meglio agire.

Oggi lavoro con le coppie PRIMA

Prima che i problemi diventino insostenibili. Prima che la stanchezza prenda il sopravvento.

Prima del matrimonio.

 

Sono convinta di una cosa: non bisogna aspettare di stare male per stare meglio. E il momento più prezioso che una coppia ha è proprio questo: quando l'energia è alta, la motivazione è piena, il futuro è davanti a voi.
 

Lavoro con modelli sviluppati dai più importanti ricercatori mondiali sulla psicologia delle relazioni.
 

E divulgo, perché a volte basta un'informazione giusta al momento giusto.

Ma a volte serve anche una guida: qualcuno che ti accompagni a esercitare quello che a volte già sai ma non riesci a mettere in pratica al 100% in modo sostenibile rispetto agli imprevisti della vita. 

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Coppia di sposi sorridente

Costruire una base solida, insieme

Percorso prematrimoniale

Un viaggio guidato in cui due persone imparano davvero a rafforzare la propria coppia tramite i punti di forza, le fragilità, i pattern relazionali che portiamo dentro senza saperlo.
 

  • Comunicazione e gestione dei conflitti

  • Aspettative, valori e progetto di vita condiviso

  • Intimità emotiva e fisica

  • Risorse della coppia e punti di forza

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